Paure, strumentalizzazioni, chiarezza. L’episodio di Conegliano andava spiegato

Lyon

Il quotidiano online Oggi Treviso AVEVA gentilmente pubblicato il mio articolo a proposito della polemica orchestrata dal consigliere regionale Alberto Villanova qualche settimana fa. Invece poi…
Read More

Annunci

Il velo in Veneto: narrazioni strumentali e pensiero unico

di Marta Panighel
L’undici febbraio scorso il consigliere regionale veneto Alberto Villanova – gridando allo scandalo – diffondeva su facebook un post
 con le foto di una donna velata, in attesa all’ospedale di Conegliano (Treviso). Prendendo una posizione molto netta rispetto all’uso del velo (“intollerabile” in luoghi pubblici), Villanova affermava di non aver “nessuna intenzione di far[s]i integrare con queste usanze tribali, disconosciute dalla maggioranza dei mussulmani ma non dai perbenisti nostrani”. [ebbene sì, il consigliere oltre ad essere femminista è pure portavoce della comunità musulmana della Marca]
Per nulla intenzionata a redigere un j’accuse ad personam, non riesco a frenare la volontà di decostruire l’ennesimo discorso discriminante, stereotipato e disinformativo, nonché la costruzione di un unico immaginario rispetto ai temi di migrazione e integrazione. Read More

Stereotipi sessisti e immaginari neocoloniali: buon anno da L’Espresso

Gli occhi terrorizzati, invocanti aiuto, di una donna musulmana vestita di un niqab. Accanto, una giovane modella nuda, magra, bianca. È questa la prima copertina dell’anno de L’Espresso: un mix di neo-orientalismo e neo-colonialismo, una visione dicotomica che ripropone lo stereotipo di un Oriente arcaico, popolato da donne vittime, rinchiuse negli harem o sotto un velo che le annulla, contrapposto all’Occidente moderno, avanzato, libertario e libertino (ma solo quando si tratta di mettere una donna nuda in copertina).

Il titolo del numero – se possibile – è ancora più agghiacciante: “Sul corpo delle donne” non solo riafferma quel binarismo natura/cultura che da secoli riduce noi donne alle sole funzioni biologiche, ma è anche portatore di una reificazione linguistica (“sul”) che rende la donna non soggetto ma oggetto del discorso. L’intero speciale è un’accozzaglia di discorsi paternalisti, imprecisioni, generalizzazioni e banalità; qualche articolo, certo, si salva (quelli firmati da Igiaba Scego ed Elisa Manacorda, l’intervista a Eva Cantarella).

[continua qui]

“L’istigazione all’odio razziale è un reato”

PIEVE DI SOLIGO – L’Associazione Culturale Fronte Veneto Skinhead ha rivendicato il gesto compiuto, nella notte del 24 novembre scorso, contro la sede del Presidio di Libera Peppino Impastato e dell’Associazione Democrazia di Pieve di Soligo. Affisse alla porta due epigrafi con scritto “Ius Soli e immigrazione avete ucciso la nazione”; per terra, la sagoma di un cadavere con i colori della bandiera italiana. Immediatamente avvisati, i responsabili delle associazioni Grazia Martelli e Gianmaria Stella hanno presentato segnalazione ai Carabinieri. Ancora non è scattata la denuncia ma, afferma Martelli “l’istigazione all’odio razziale è un reato procedibile d’ufficio”. Negli stessi giorni, in diverse città del Nord Italia (tra le altre, Oderzo, Padova, Trento, Brescia, Reggio­Emilia) con identiche modalità sono state colpite altre realtà colpevoli, secondo gli Skhineads, del “annientamento dell’identità italiana” e “di un’invasione pianificata di orde di immigrati extraeuropei”.

[continua qui]