2 agosto 2014 – 2 agosto 2016, Molinetto Della Croda

molinetto

L’estate di due anni fa facevo uno stage sottopagato per un quotidiano online locale. Quando quel 2 agosto mi chiamò il direttore, chiedendomi di dargli il cambio in redazione perché lui era rimasto sveglio tutta la notte, lo raggiunsi con la vecchia bicicletta di mio nonno, ed ogni pedalata era il nome di una persona che speravo non fosse passata dal Molinetto della Croda la sera prima.

Nel mese successivo il Quartier del Piave affrontò la più grande tragedia della sua storia recente: la furia del torrente Lierza spazzò via, insieme al tendone della Pro Loco di Refrontolo, le vite di Giannino Breda (67 anni, falegname in pensione, residente a Sernaglia della Battaglia), Fabrizio Bortolin (47 anni, impiegato di Santa Lucia di Piave), Maurizio Lot (52 anni, operaio e consigliere della Pro Loco di Refrontolo), Luciano Stella (54 anni, gommista, residente a Pieve di Soligo).

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Del 25 aprile da emigrata (e del perché va bene così)

Bella Addormentata
N° 1, dei rosicamenti martellanti

Perché dormire/studiare/affrontare l’ansia del lunedì/lavorare quando potrei essere al Pratello?


N°2, della gioia & della riconoscenza
Vedo le vostre foto, leggo i post che condividete, leggo di lotte e resistenze storiche e quotidiane e penso a quando – mille anni fa o il primo anno di università – un’amica mi disse che sarebbe andata a Monte Sole anche se avrebbe dovuto studiare per l’esame, “perché per me è inconcepibile non festeggiare il 25 aprile”. E io che pensavo, mah, ok, Liberazione e quant’altro, ma da noi (Veneto → Treviso → Sinistra Piave etc ect… ma non voglio generalizzare, quindi dirò nel mio milieu familiare/culturale) il 25 aprile più che altro era un giorno X, in cui stare a casa da scuola e dormire fino a tardi e stop.

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Il velo in Veneto: narrazioni strumentali e pensiero unico

di Marta Panighel
L’undici febbraio scorso il consigliere regionale veneto Alberto Villanova – gridando allo scandalo – diffondeva su facebook un post
 con le foto di una donna velata, in attesa all’ospedale di Conegliano (Treviso). Prendendo una posizione molto netta rispetto all’uso del velo (“intollerabile” in luoghi pubblici), Villanova affermava di non aver “nessuna intenzione di far[s]i integrare con queste usanze tribali, disconosciute dalla maggioranza dei mussulmani ma non dai perbenisti nostrani”. [ebbene sì, il consigliere oltre ad essere femminista è pure portavoce della comunità musulmana della Marca]
Per nulla intenzionata a redigere un j’accuse ad personam, non riesco a frenare la volontà di decostruire l’ennesimo discorso discriminante, stereotipato e disinformativo, nonché la costruzione di un unico immaginario rispetto ai temi di migrazione e integrazione. Read More

“L’istigazione all’odio razziale è un reato”

PIEVE DI SOLIGO – L’Associazione Culturale Fronte Veneto Skinhead ha rivendicato il gesto compiuto, nella notte del 24 novembre scorso, contro la sede del Presidio di Libera Peppino Impastato e dell’Associazione Democrazia di Pieve di Soligo. Affisse alla porta due epigrafi con scritto “Ius Soli e immigrazione avete ucciso la nazione”; per terra, la sagoma di un cadavere con i colori della bandiera italiana. Immediatamente avvisati, i responsabili delle associazioni Grazia Martelli e Gianmaria Stella hanno presentato segnalazione ai Carabinieri. Ancora non è scattata la denuncia ma, afferma Martelli “l’istigazione all’odio razziale è un reato procedibile d’ufficio”. Negli stessi giorni, in diverse città del Nord Italia (tra le altre, Oderzo, Padova, Trento, Brescia, Reggio­Emilia) con identiche modalità sono state colpite altre realtà colpevoli, secondo gli Skhineads, del “annientamento dell’identità italiana” e “di un’invasione pianificata di orde di immigrati extraeuropei”.

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